Research Areas

This research focuses on the archaeological and architectural analysis of the Giza Plateau, with particular attention to structural systems, underground contexts, and non-invasive field methodologies.

  • Osiris Shaft and underground structures
  • Khafre Causeway and architectural systems
  • Western Escarpment rock-cut features
  • Non-invasive field observation and analysis
Selected Publications

Open-Access Archaeological Research

Architectural Constraints and Interface Anomalies in the Osiris Shaft Complex

Osiris Shaft · Non-invasive documentary assessment

A non-invasive archaeological–architectural assessment focused on wall–floor junctions, interface discontinuities, and localized moisture signatures within the Osiris Shaft complex.

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Reconsidering the Osiris Shaft: Evidence for a Connected Subterranean Network

Giza Plateau · Subterranean architecture

Study exploring the Osiris Shaft within a broader subsurface architectural framework through photographic documentation and limited tomographic correlation.

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A Rock-Cut Cavity in the Western Escarpment of the Giza Plateau

Western Escarpment · Preliminary observational study

Preliminary documentation and contextual analysis of an isolated rock-cut cavity within the western escarpment of the Giza Plateau.

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Field Work

Ongoing field research conducted directly on the Giza Plateau, focused on structural observation, architectural analysis, and documentation of anomalies within complex archaeological contexts.

The work is based on direct, non-invasive observation and aims to identify architectural constraints, discontinuities, and contextual patterns often overlooked in conventional interpretations.

Contact & Collaboration

For research collaborations, institutional dialogue, or project-related inquiries, please get in touch directly.

Email: dott.armandomei@gmail.com

All research is conducted within a non-invasive, evidence-based framework grounded in direct field observation.

Support the Foundation

Support the development of the Egyptian Heritage Research Foundation – Preparatory Initiative, an independent project focused on non-invasive archaeological research, field documentation, and heritage preservation in Egypt.

Contributions help sustain:

  • Field documentation and on-site research
  • Open-access publications and reports
  • Non-invasive methodological development
  • Institutional preparation and legal structuring in Egypt
  • Long-term archaeological continuity

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Giza: L'enigma Zed

di Armando Mei e Nico Moretto

Pubblichiamo una parte del nostro studio sulla funzione dello Zed. L'articolo (questa è solo l'introduzione) sarà pubblicato sul blog in più puntate.

Lo Zed è, per definizione, l’elemento più misterioso della Grande Piramide di Giza. Perfettamente integrato nelle simmetrie del monumento, esso è situato nel cuore della Piramide che gli Egittologi attribuiscono al Faraone Cheope. Quale funzione abbia mai potuto avere non è stato definitivamente chiarito. Eppure, le teorie sono numerose e ciascuna di esse sembra possedere una buona dose di attendibilità. Tuttavia, come spesso accade in queste occasioni, l’ipotesi “Ufficiale” appare la meno accreditata. Gli Egittologi, infatti, considerando la particolarità dell’architettura, hanno destinato lo Zed (almeno quello inserito nella struttura della Grande Piramide) ad una finalità meramente ingegneristica: le sue “camere”, infatti, avrebbero dovuto avere una funzione di “scarico” per smaltire il peso dei blocchi superiori alla cosiddetta Camera del Re, così da evitarne il collasso strutturale. Un’analisi che è stata smontata pezzo per pezzo, con argomenti significativamente esaustivi, dagli studiosi Indipendenti.
Tuttavia, se lo Zed della Grande Piramide non ha una “funzione strutturale”, così come proposta dagli Accademici, a cosa serviva? Perché gli antichi costruttori hanno faticato tanto per sistemare questo elemento nella complessa costruzione di Giza?

Scienza e Teologia
Riteniamo che per comprendere i simbolismi ed i “meccanismi” racchiusi nella Grande Piramide è necessario procedere ad un’analisi parallela delle due tesi dominanti, quelle convenzionalmente associate ad una funzione meramente “Teologico-rituale” e quelle “Tecnico-scientifiche” che collegano il monumento alle tecnologie ed alle scienze più emancipate. La metodologia si applica per comprendere la genesi delle due tipologie proposte che - pur essendo perfettamente esaustive ed efficaci a spiegare gli ermetismi racchiusi nella Grande Piramide - si propongono, oggettivamente, nella loro indipendenza e diversità temporale! A nostro parere, la natura Tecnico-scientifica dello Zed - ad esempio - nasce contestualmente agli obiettivi dei Costruttori, mentre “l’ipotesi Teologico-rituale” ne è una conseguente valutazione interpretativa, laddove - secondo gli ambienti ufficiali - non è possibile conciliare Scienza Tecnologica ed Epoca delle Piramidi. Pertanto, pur nella sostanziale validità delle due “correnti di pensiero”, va attribuita - a nostro giudizio - una netta preminenza alle tesi Indipendenti. Quelle Accademiche, infatti, sono eccessivamente condizionate dall’obbligo di una ricostruzione storica che rispetti le ipotesi, attualmente dominanti, sul processo evolutivo della nostra specie e sull’evoluzione tecnico-scientifiche dell’Epoca Dinastica, sottovalutando – e spesso stroncando a priori – sia le stesse peculiarità tecnico-scientifiche oggettivamente racchiuse nel monumento, sia la possibilità che la storia remota abbia potuto seguire una dinamica completamente diversa da quanto finora proposto.